A Roma il PDL arriva in ritardo e la lista viene esclusa dalle regionali a Roma e provincia. La Polverini si appella a Napolitano, il PD le ricorda che è impossibile. Bonino: no alle leggi ad listam.
Incapaci a presentare una lista, figurarsi a governare una regione.Si è fermata prima di cominciare la campagna elettorale del PDL a Roma e provincia, davanti all’ingresso dell’ufficio elettorale del tribunale di Roma. Tenevano tanto alle Regionali del Lazio che sono arrivati in ritardo, così niente carte depositate e niente simbolo sulla scheda. La lista non c’è e non è servito ai rappresentanti di lista azzurri, usciti dalla zona franca sorvegliata dalle forze dell'ordine con in mano la documentazione, né il tentativo di rientrare fuori tempo massimo (cioè le 12 di sabato 27 febbraio) grazie al blocco dei rappresentanti delle altre liste arrivati in orario, né l’istanza all’ufficio centrale circoscrizionale presso il Tribunale di Roma. L'ordinanza del Tribunale è chiara: istanza respinta.
Ed Emma Bonino avvisa:" Non si azzardino dopo le leggi ad personam a fare quelle ad listam". Anche perché quello che è successo a Roma è chiaro: non ci sono liste che sono state respinte, semplicemente il PDL non è riuscito a presentare la sua, a differenza di molti altri partiti ben più piccoli e meno organizzati. E' inutile cercare forzature e scorciatoie, chi si candida a governare una regione deve dimostrare di aver chiaro che il rispetto delle regole è un valore assoluto, che va oltre le proprie convenienza.All'ufficio elettorale c'era Mario Gasbarri, senatore del Partito Democratico: "Ero presente al Tribunale di Roma ed ho potuto filmare l’episodio con il cellulare. Posso perciò documentare che intorno alle ore 14, quindi due ore oltre il limite di tempo consentito, le firme non erano state consegnate e giacevano abbandonate in un corridoio. Mi auguro che ora il Pdl non cerchi ora espedienti per far rientrare dalla finestra ciò che, secondo la legge, è ormai fuori della porta”."Il centrodestra rispetti le regole e le leggi che non sono un optional o orpelli burocratici. Si misuri con le procedure giuridiche previste, senza impropriappelli al capo dello Stato. La legge e' uguale per tutti, non sono ammissibili scappatoie" ammonisce Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria del Pd.


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